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UN MIRTO CON... LUCIANO DE PAOLA

UN MIRTO CON... LUCIANO DE PAOLATUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 22 maggio 2024, 00:02Un mirto con...
di Matteo Bordiga

Era un perno insostituibile del centrocampo del Cagliari che compì la doppia scalata dalla serie C alla serie A. Aveva il coraggio di un leone e la grinta di un guerriero; fenomenale e infaticabile recuperatore di palloni, dava equilibrio e sostanza a un reparto nevralgico che in tanti altri elementi eccelleva in tecnica e in qualità.

Luciano De Paola, vecchio cuore rossoblù, si unisce ai festeggiamenti del popolo sardo per la riconferma della categoria. E prova a ipotizzare il Cagliari del futuro, che a suo avviso avrà bisogno di parecchi ritocchi in diversi ruoli-chiave.

Luciano, come possiamo commentare la stagione che la formazione isolana chiuderà giovedì sera nell’anticipo dell’Unipol Domus contro la Fiorentina?

“Sintetizzerei dicendo che il girone d’andata è stato una sofferenza, mentre il girone di ritorno… beh, è stata tanta roba. E la chiave sta nel manico: non ho mai dubitato che Ranieri avrebbe condotto il gruppo alla salvezza, forte della sua competenza, della sua esperienza e della sua grande capacità nella gestione dei giocatori. Proprio nella comunicazione e nella naturale predisposizione a coltivare i rapporti coi calciatori credo che il tecnico di Testaccio sia un fenomeno assoluto: uno dei primissimi allenatori al mondo.”

Forse quello che è mancato ai rossoblù, per buona parte di questo campionato, è stato un gioco riconoscibile ed esteticamente gradevole. Spesso, soprattutto nel girone d’andata, la squadra ha puntato su un calcio conservativo e accorto, riuscendo però raramente ad arrivare in porta con la manovra collettiva. L’anno prossimo i tifosi sperano in un Cagliari più competitivo, ma anche più brillante e organizzato. D’altronde già in questo girone di ritorno, quando la fiducia e l’autostima sono sensibilmente cresciute, anche il gioco è migliorato.

“Io dico che Ranieri, con questa salvezza, ha costruito uno zoccolo duro importante, al quale aggiungere alcuni innesti di qualità soprattutto a centrocampo. E anche magari sugli esterni: la squadra ha bisogno di qualche altro elemento con caratteristiche simili a quelle di Luvumbo, capace di sprintare, saltare l’uomo e inventare.

La colonna portante della squadra, dalla quale ripartire nella costruzione del Cagliari del futuro, è rappresentata dal portiere, dai due centrali difensivi Mina e Dossena che quest’anno si sono ben disimpegnati e dagli attaccanti come Lapadula e Pavoletti. Quest’ultimo poi, alla luce dei suoi tanti anni di permanenza nell’Isola, è praticamente diventato un sardo d’adozione, e potrebbe ricoprire un ruolo molto importante anche all’interno dello spogliatoio.

Detto questo, assieme ad almeno due centrocampisti di qualità va ingaggiato un altro attaccante forte, di categoria, da 13-15 reti a stagione, e due esterni bassi che sappiano sia difendere che spingere in avanti.”

Lei dunque confermerebbe Lapadula, che ha vissuto un’annata travagliata e condizionata dai tanti infortuni ma che, in definitiva, ha segnato pochissimo?

“A mio parere l’italoperuviano è un centravanti che vede la porta come pochi. Quest’anno risulta difficile giudicare le sue prestazioni, tanti sono stati gli infortuni che ha patito. Se avesse giocato con continuità e senza problemi fisici probabilmente avrebbe fornito un apporto ben più consistente alla causa. Certo che se fai la serie A devi avere una panchina competitiva, perché gli infortuni sono all’ordine del giorno. Devi avere a disposizione quattro attaccanti tutti di spessore. Posso anche buttare lì qualche nome: mi viene in mente Gennaro Tutino del Cosenza. O il giovane Borrelli, che ha fatto bene a Brescia. In serie B ci sono parecchi talenti da monitorare. E poi, come dicevo, al Cagliari servono dei centrocampisti dai piedi buoni capaci di collegare il centrocampo all’attacco. Penso a un trequartista come Verdi del Como, che sa mandare in porta le punte e trovare il guizzo vincente contro le difese chiuse. Viola è stato spesso decisivo quest’anno, ma è stato impiegato prevalentemente part-time.”