Gianluca Festa: "Con l'Inter sarà fondamentale giocare senza buttare mai via la palla e con la giusta personalità. Il pubblico di Cagliari farà il resto. Sebastiano Esposito? La sua vicenda non mi appassiona..."
Oggi allenatore della Sanremese in serie D, Gianluca Festa nel corso della sua lunga carriera da calciatore ha vestito sia la maglia del Cagliari che quella dell’Inter. In più vanta una breve esperienza sulla panchina rossoblù da allenatore, nella stagione 2014-’15. Interpellato da Tuttocagliari.net, Festa prova a decifrare la sfida di domenica tra sardi e nerazzurri, invitando la formazione di Pisacane a “giocare sempre il pallone e a scendere in campo senza alcun timore reverenziale”.
Gianluca, il Cagliari cerca di sfruttare la scia positiva della prestazione del Tardini per creare più di un grattacapo anche all’Inter schiacciasassi di Cristian Chivu.
“Devo riconoscere che a Parma Deiola e compagni hanno fatto un’ottima partita, conseguendo un grande risultato. Domenica affronteranno quella che probabilmente è la squadra più forte del campionato, e sono convinto che tutti terranno tantissimo a fare bella figura. D’altronde al Tardini abbiamo visto un Cagliari smanioso di giocare a calcio a viso aperto, senza buttare mai via la palla: un’inversione di tendenza rispetto al recente passato.”
Come va approcciata psicologicamente la sfida ai Campioni d’Italia?
“Per creare problemi all’Inter servirà una squadra corta e attrezzata. Ma, soprattutto, occorrerà che il Cagliari tenga il più possibile la palla tra i piedi e che giochi senza paura, deciso a esprimere il suo calcio. Anche le big a volte incappano in qualche passo falso e qualcosa ti concedono, soprattutto in fase difensiva. Il pubblico sardo potrebbe poi giocare un ruolo determinante: a Cagliari i tifosi sanno veramente come trascinare i propri beniamini.”
Qual è il suo personale giudizio sulla telenovela che ha visto protagonisti il Cagliari e Sebastiano Esposito, ormai giunta ai titoli di coda col passaggio dell’attaccante al Sassuolo?
“Giudicare dall’esterno è molto difficile. Non conosco i dettagli della vicenda che, tra l’altro, sinceramente non mi appassiona più di tanto. Di certo la questione dei certificati medici è strumentale e, a dirla tutta, mi fa un po’ sorridere. Tuttavia la cosa più importante in assoluto è che quello che è successo non nuoccia al Cagliari e alla serenità dell’ambiente rossoblù. Poi trovo complicato stabilire con lucidità chi stia dalla parte della ragione.”
