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Un mirto con... Riccardo Dessì: "La faccenda dei soci americani e anche la gestione del mercato e della questione stadio mi lasciano perplesso: credo che la società, per rispetto dei tifosi, dovrebbe fare un po' di chiarezza su tanti aspetti..."

Un mirto con... Riccardo Dessì: "La faccenda dei soci americani e anche la gestione del mercato e della questione stadio mi lasciano perplesso: credo che la società, per rispetto dei tifosi, dovrebbe fare un po' di chiarezza su tanti aspetti..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 03:07Un mirto con...
di Matteo Bordiga

L’ex terzino del Cagliari Riccardo Dessì, interpellato da Tuttocagliari.net, esprime “più di una perplessità per la situazione in cui si trova attualmente il club rossoblù. Non abbiamo notizie dei soci americani, il mercato langue e anche la questione stadio continua a rimanere in sospeso. Io credo che la società, a questo punto e nel rispetto dei propri tifosi, dovrebbe fare un po’ di chiarezza su tanti temi”.

Riccardo, secondo lei il Cagliari nell’ultimo campionato ha ottenuto il massimo traguardo raggiungibile o, nonostante il quattordicesimo posto finale in classifica, avrebbe potuto fare qualcosa in più?

“Secondo me i 43 punti messi in carniere fotografano perfettamente la reale dimensione di questa squadra. Fare di più credo fosse praticamente impossibile. Anche perché abbiamo mostrato fin troppa discontinuità di rendimento: abbiamo perso malamente contro tanti avversari alla nostra portata e, per converso, abbiamo battuto più di una big in modo del tutto inaspettato. Insomma, siamo stati indecifrabili. E poi nel corso della stagione siamo stati condizionati da parecchie vicende extracalcistiche: dai malumori che serpeggiavano all’interno dello spogliatoio ai rapporti non proprio idilliaci tra Pisacane e qualche calciatore: vedi cessione di Luperto alla Cremonese. Senza dimenticare alcune esclusioni eccellenti e apparentemente inspiegabili, come quella del turco Kiliçsoy. Ecco, tutto questo non dovrebbe succedere in un club di serie A. Evidentemente qualcosa durante il campionato è sfuggito di mano, non so se al presidente o all’allenatore. In questo momento noi tifosi possiamo soltanto sospendere il giudizio. In generale devo dire che non ci ho capito granché di questa annata rossoblù… Anche il finale di campionato, improvvisamente sfavillante ed esaltante, resta un enigma. Fino a poche giornate dalla conclusione io temevo che retrocedessimo, invece ci siamo ripresi alla grande e siamo tornati a giocare un calcio bellissimo e convincente a maggio contro Torino e Milan, ottenendo sei punti strameritati. Cosa sarà mai successo all’interno del gruppo? Forse finalmente i ragazzi si sono compattati e hanno trovato quell’unione di intenti che spesso era mancata nel resto della stagione…”

La cessione di Gianluca Gaetano all’Atalanta sembra ormai imminente. Lei come giudica questa mossa della società cagliaritana?

“Gaetano si era disimpegnato molto bene nel suo nuovo ruolo di regista. Nel finale di stagione aveva dato fosforo e qualità al centrocampo. Ora rientrerà Prati, che però resta una sorta di oggetto misterioso. Qual è la sua vera versione? Nel Cagliari sinceramente non ha mai replicato le buone prestazioni offerte nelle Nazionali minori. Ma devo dire che in generale il mercato fin qui condotto dalla società rossoblù mi sta lasciando perplesso. Ora come ora in rosa abbiamo pochi centrocampisti di qualità, se non nessuno. E davanti ci sono rimasti praticamente tre attaccanti, che sono ovviamente insufficienti per affrontare la serie A. Io avrei senz’altro confermato il turco Kiliçsoy, che personalmente mi piaceva molto. Non so, sono un po’ spiazzato da tutto quello che sta succedendo. Mi riferisco anche al ‘fronte americano’: perché non si sente più parlare dei soci a stelle e strisce? Dove sono finiti? Io credo che fare un po’ di chiarezza da parte della società sia necessario. E vale anche per l’annosa questione stadio.”