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UN MIRTO CON... MARIO BRUGNERA: "Col Napoli la vedo brutta: serviranno tanta fortuna e un calcio ordinato e votato al contropiede. Credo che pure quest'anno lotteremo fino alla fine per salvarci, anche se abbiamo preso dei giovani interessanti"

UN MIRTO CON... MARIO BRUGNERA: "Col Napoli la vedo brutta: serviranno tanta fortuna e un calcio ordinato e votato al contropiede. Credo che pure quest'anno lotteremo fino alla fine per salvarci, anche se abbiamo preso dei giovani interessanti"
Oggi alle 00:01Un mirto con...
di Matteo Bordiga

Mario Brugnera, storica bandiera del Cagliari e Campione d’Italia assieme a tutti gli altri Giganti dell’annata 1969-’70, ai microfoni di Tuttocagliari.net commenta l’esordio in campionato dei rossoblù contro la Fiorentina e si proietta alla proibitiva sfida di domani contro il Napoli di McTominay e De Bruyne.

Mario, il Cagliari ha destato una buona impressione al debutto casalingo in campionato contro la temibile Fiorentina del nuovo mister Stefano Pioli.

“Domenica con la Viola avremmo meritato qualcosa di più. Questo è poco ma sicuro. Va anche detto che siamo all’inizio della stagione: in queste prime partite può succedere davvero di tutto. Le squadre non sono ancora amalgamate al cento per cento.”

Il prossimo impegno è in programma domani sera al “Maradona” contro i Campioni d’Italia.

“Una gara difficilissima, naturalmente. Il Napoli è il Napoli: lotta per lo Scudetto e per ben figurare in Europa. Ci servirà un po’ di fortuna per riuscire, magari, a strappare un pareggio, che sarebbe un risultato niente male. L’atteggiamento dovrà essere quello di una squadra prudente, ordinata in fase difensiva e sempre pronta a ripartire in contropiede. Poi se dovessimo andare in svantaggio faremmo sempre in tempo a inserire gli attaccanti a partita in corso. Non dobbiamo dimenticarci che affronteremo la migliore compagine italiana in assoluto. Però un episodio, una punizione o un rigore – magari proprio negli ultimi minuti del match – potrebbero consentirci di portare via punti dal ‘Maradona’. Insomma, ribadisco: occorrerà avere la buona sorte dalla nostra parte. Ma francamente, se devo essere sincero, la vedo brutta.”

Proiettiamoci da qui al prossimo maggio: a suo avviso dove potrà arrivare questo Cagliari? Riuscirà a godersi un campionato tranquillo o sarà costretto a sgomitare ancora una volta fino all’ultima giornata per strappare la salvezza?

“Secondo me lotteremo – come sempre – fino alla fine per mantenere la categoria. Premetto che non ho ancora visto i rossoblù in azione, ma quest’anno sono arrivati diversi giovani, assieme ad alcuni giocatori che militavano in serie B o all’estero. Io mi auguro che questi ragazzi esplodano fin da subito: magari potrebbe venire fuori qualche campioncino in erba. Penso ad esempio a Sebastiano Esposito, ma anche all’ultimo arrivato Marco Palestra. E poi anche la nostra Primavera può fare affidamento su tre o quattro elementi di sicuro talento. Ecco, è importante che i giovani vengano fatti giocare: anche noi ai nostri tempi eravamo ragazzini quando siamo stati catapultati in prima squadra. Un giovanotto di belle speranze se non calca il campo con una certa regolarità non diventerà mai un buon o un grande calciatore.”