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Valentina Caruso: "Il Cagliari è stato condizionato dai tantissimi infortuni occorsi a pedine chiave del suo organico. Ma la stagione è stata positiva. Non so cosa sia successo con Kiliçsoy: si sono rincorse voci contrastanti..."

Valentina Caruso: "Il Cagliari è stato condizionato dai tantissimi infortuni occorsi a pedine chiave del suo organico. Ma la stagione è stata positiva. Non so cosa sia successo con Kiliçsoy: si sono rincorse voci contrastanti..."
Oggi alle 21:48Esclusive TC
di Matteo Bordiga

Valentina Caruso, nota giornalista di Sky Sport, esamina a trecentosessanta gradi il cammino del Cagliari nello scorso campionato e fa il punto sulle trattative di mercato che vedono attualmente coinvolta la società rossoblù. L’unica vicenda sulla quale Caruso fatica ad esprimere un parere compiuto è la misteriosa parabola isolana dell’attaccante Semih Kiliçsoy, prima decisivo coi suoi gol pesanti (e spettacolari) e poi scomparso improvvisamente dai radar: “Si rincorrono le voci più disparate, ma nessuno al di fuori della società e dell’allenatore sa davvero cosa è successo con questo ragazzo”.

Valentina, questo Cagliari ha reso al cento per cento delle proprie potenzialità oppure, complici le numerose battute a vuoto registrate soprattutto contro squadre teoricamente alla sua portata, ha lasciato per strada qualche punto di troppo nell’arco della stagione?

“Bisogna riconoscere che, qualche volta, sono venuti a mancare sia il risultato che la prestazione. Specialmente in occasione di alcuni scontri diretti. Però il Cagliari spesso e volentieri ha dovuto affrontare partite-chiave senza i suoi giocatori più importanti. Io sono sicura che se avessimo avuto a disposizione Andrea Belotti da agosto a maggio avremmo fatto tutto un altro campionato. Va detto che Fabio Pisacane è stato molto bravo a sopperire alle assenze nei lunghi mesi in cui la rosa era decimata dagli infortuni. Per cui mi sento di affermare che la stagione è stata largamente positiva sia per la squadra che per lo stesso allenatore, che da esordiente assoluto in serie A ha dimostrato di avere carattere e personalità da vendere. D’altronde il suo obiettivo era quello di valorizzare tanti elementi tecnicamente dotati ma estremamente giovani, che dovevano ancora dimostrare tutto nella categoria regina.

A un certo punto, nel corso del girone di ritorno, ci siamo lasciati un po’ andare: la sensazione era che il giocattolo ammirato nel girone d’andata si fosse rotto. Forse la squadra era inconsciamente appagata dai risultati lusinghieri ottenuti nei mesi precedenti, e di conseguenza si è seduta sugli allori tirando un attimo i remi in barca. E poi ripeto: non è mancato solo l’apporto - potenzialmente determinante - di Belotti, ma si sono fatti male e sono rimasti a lungo ai box anche Gaetano, Felici, Borrelli e Idrissi. In definitiva, personalmente promuovo a pieni voti la compagine rossoblù e il suo condottiero. Ora la strada da percorrere è quella della sistematica valorizzazione dei giovani talenti, possibilmente italiani. Se il nostro calcio continua a puntare indiscriminatamente solo sugli stranieri la Nazionale non riuscirà mai a risollevarsi.”  

Quali sono gli ultimi aggiornamenti sulle trattative di calciomercato che coinvolgono il Cagliari, a partire dalla telenovela-Gaetano?

“Il dato di fatto è che il Cagliari attribuisce a Gianluca Gaetano un valore di mercato sensibilmente superiore a quello riconosciutogli dall’Atalanta. Ora, io non so quale e quanta sia la voglia di Gaetano di tentare un salto di questo tipo: naturalmente la sua volontà avrà un peso rilevante nella trattativa. Però la società sarda non deve e non può svendere i propri calciatori migliori. A prescindere dall’esito di questa operazione bisognerà comunque rimpolpare innanzitutto il centrocampo: Mazzitelli e Folorunsho non sono stati riscattati, quindi andranno sostituiti con elementi di esperienza e di qualità. E poi naturalmente sarà fondamentale individuare un alter-ego di Marco Palestra. Infine non possiamo fare a meno di una punta, possibilmente smaliziata e dotata di fiuto del gol, che possa garantire un certo numero di reti. Anche se al contempo darei fiducia al Gallo Belotti, il quale a dicembre compirà 33 anni: oggigiorno i calciatori a quell’età sono ancora relativamente giovani. L’ideale sarebbe affiancargli un profilo alla Kiliçsoy: a proposito, non si è mai capito cosa sia successo quest’anno con Semih. Sembrava che si stesse ambientando bene, poi sono circolate notizie contrastanti: qualcuno parlava di sovrappeso, altri di qualche pecca caratteriale, altri ancora di una certa mancanza di umiltà da parte dell’attaccante turco. Ma è stato un gran peccato, perché in campo Kiliçsoy aveva lasciato intravedere notevoli qualità tecniche e uno spiccato senso del gol. Insomma, la sua vicenda è destinata a restare - forse per sempre - un mistero irrisolto.”