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Xavier Jacobelli: "Il vero, grande valore aggiunto di questo Cagliari si chiama Fabio Pisacane. La squadra è straordinariamente solida e compatta e, cosa importantissima, nei momenti difficili sa soffrire. Sono felice per il popolo sardo"

Xavier Jacobelli: "Il vero, grande valore aggiunto di questo Cagliari si chiama Fabio Pisacane. La squadra è straordinariamente solida e compatta e, cosa importantissima, nei momenti difficili sa soffrire. Sono felice per il popolo sardo"
Oggi alle 19:03Esclusive TC
di Matteo Bordiga

Il noto giornalista Xavier Jacobelli, intervistato da Tuttocagliari.net, esalta il sorprendente Cagliari di questo inizio di campionato e indica in Fabio Pisacane il principale artefice del percorso - quasi - netto compiuto dai rossoblù nelle prime sei giornate. Il pareggio contro la Juventus ha ribadito, secondo Jacobelli, che “quella isolana è una compagine straordinariamente solida e compatta, costruita a immagine e somiglianza del proprio allenatore”.

Xavier, che valore ha l’1-1 dell’Unipol Domus per il Cagliari e per la Juventus?

“Il Cagliari ha confermato la strepitosa partenza stagionale: i rossoblù stanno meravigliando tutti. E il grande valore aggiunto è rappresentato da Fabio Pisacane, che l’anno scorso, da debuttante su una panchina di serie A, ha condotto la squadra a una salvezza tranquilla e quest’anno sta facendo ancora meglio. Anche i numeri parlano chiaro: il Cagliari ha la migliore difesa della serie A assieme alla Roma, dal momento che fin qui ha subito solo tre gol. E poi fa notizia lo straordinario rilancio di Daniel Maldini, i cui quattro gol - sempre decisivi - hanno fruttato la bellezza di dieci punti.

La Juve, per converso, paga la mancanza di una punta centrale in grado di fare la differenza: nonostante la rete segnata all’Unipol Domus Kolo Muani è stato fin qui deludente, e lo stesso Woltemade sembra francamente un pesce fuor d’acqua. Inoltre a Spalletti manca un regista degno di questo nome. Il Cagliari invece dà una sensazione di grande solidità e compattezza, ed è guidato in fase difensiva da un Caprile che si sta affermando come uno dei migliori portieri a livello nazionale e internazionale. A tal proposito, questo ragazzo vive un costante paradosso assieme al collega atalantino Carnesecchi: non riesce a giocare in Nazionale solo perché chiuso da quel fenomeno che risponde al nome di Gianluigi Donnarumma.”

Nel secondo tempo contro la Juventus il Cagliari si è abbassato tantissimo, rischiando più volte - soprattutto nel finale di gara - di capitolare e di perdere la partita. Secondo lei si è trattato di una scelta tattica deliberata di Pisacane o di un atteggiamento dettato dall’eccessivo timore reverenziale nei confronti della Vecchia Signora? O, magari, è stata proprio la forza tecnica e caratteriale della Juve a far rintanare i sardi nella loro trequarti per quarantacinque minuti?

“Partiamo dal presupposto che la Juve è stata costruita con l’obiettivo minimo di tornare a giocare in Champions League. Per cui, nonostante le pecche e i difetti che evidenziavo prima, quella torinese resta una compagine di valore e difficile da affrontare per chiunque. Dunque nel valutare l’atteggiamento del Cagliari nella ripresa bisogna anche tenere conto della forza dell’avversario che incontrava. Ciononostante Caprile e compagni, come dicevo, hanno messo in mostra tutta la loro solidità - anche in termini di tenuta atletica - e hanno saputo soffrire quando c’era da stringere i denti. E questa è una grande virtù.”

Lunedì prossimo i sardi faranno visita al Monza di Ivan Juric. Vedremo un Cagliari più portato a “fare” la partita?

“Direi che, in linea generale, quando hai il coraggio di affidare la squadra a un allenatore giovane e con le idee chiare come Pisacane sei certo di percorrere la strada giusta. Il momento positivo attraversato dal Cagliari è merito anche di Tommaso Giulini. Il Monza per caratteristiche intrinseche cerca la salvezza attraverso il gioco; i rossoblù da par loro dovranno continuare a esprimersi come hanno fatto nelle prime sei partite. Confesso che sono molto felice per i tifosi sardi, che meritano profondamente di vivere delle emozioni nuove e intense.”